Pannello panoramico di Via Marconi
Pannello panoramico di Via Marconi
Scheda
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Comune | Invorio (Apre il link in una nuova scheda) |
| Indirizzo | Via Marconi |
| Modalità di accesso | Il Pannello panoramico è di libero accesso, si trova lungo il marciapiede pedonale rialzato lungo la Via Marconi |
Emergenze architettoniche:
Invorio Superiore – Santuario della Madonna del Castello
Invorio – Chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo o Madonna del Carmine
Invorio – Villa Rochi o Orero-Mortola- Del Re
Invorio – Torre viscontea
Invorio – Campanile della Chiesa di Santa Marta
Invorio - Parrocchiale dei S.S. Pietro e Paolo e Campanile
Introduzione
Invorio, per secoli una delle Terre Visconti, è un comune del medio novarese, ubicato al confine meridionale dell’Alto Vergante, esteso per 16,79 Km² in una zona collinare ricca di acque, costituito da un centro capoluogo e da sei frazioni: Invorio Superiore, Mornerona, Orio, Barquedo, Mescia e Talonno.
Il territorio invoriese abitato fin dall’antichità, ancor prima dell’età romana, a partire dal Basso Medioevo e per secoli fu suddiviso amministrativamente tra due paesi omonimi ma ben distinti: Invorio Inferiore (m 416 s.l.m.) e Invorio Superiore (m 412 s.l.m., situato a nord) ovvero Invò e Invuzzóra.
Invò, più esteso comprendendo anche i cantoni /le frazioni, e Invuzzóra erano separati dal corso di un torrentello (in gran parte ormai incanalato e coperto), la Sc’iesa / Rivo d’ Invorio, ma al contempo collegati dal ponte che l’oltrepassava; superfluo affermare che nel tempo tra i due abitati e tra i paesani mai vennero meno una vivace rivalità e i campanilismi!
Nel 1928, durante il ventennio fascista, il comune di Invorio Superiore venne però soppresso e in qualità di frazione aggregato al comune di Invorio Inferiore; si costituì così un’unica entità amministrativa denominata Comune di Invorio, tout court, mentre restò immutata l’antica divisione parrocchiale infatti Invò e Invuzzóra da secoli sono due distinte parrocchie della diocesi novarese, rispettivamente l’una dedicata ai S.S. Pietro e Paolo, l’altra a San Giacomo; va però precisato che attualmente Invorio annovera ben tre parrocchie essendoci anche quella di san Germano di Talonno.
Invorio Superiore – Santuario della Madonna del Castello
Invorio – Chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo o Madonna del Carmine
Invorio – Villa Rochi o Orero-Mortola- Del Re
Invorio – Torre viscontea
Invorio – Campanile della Chiesa di Santa Marta
Invorio - Parrocchiale dei S.S. Pietro e Paolo e Campanile
Introduzione
Invorio, per secoli una delle Terre Visconti, è un comune del medio novarese, ubicato al confine meridionale dell’Alto Vergante, esteso per 16,79 Km² in una zona collinare ricca di acque, costituito da un centro capoluogo e da sei frazioni: Invorio Superiore, Mornerona, Orio, Barquedo, Mescia e Talonno.
Il territorio invoriese abitato fin dall’antichità, ancor prima dell’età romana, a partire dal Basso Medioevo e per secoli fu suddiviso amministrativamente tra due paesi omonimi ma ben distinti: Invorio Inferiore (m 416 s.l.m.) e Invorio Superiore (m 412 s.l.m., situato a nord) ovvero Invò e Invuzzóra.
Invò, più esteso comprendendo anche i cantoni /le frazioni, e Invuzzóra erano separati dal corso di un torrentello (in gran parte ormai incanalato e coperto), la Sc’iesa / Rivo d’ Invorio, ma al contempo collegati dal ponte che l’oltrepassava; superfluo affermare che nel tempo tra i due abitati e tra i paesani mai vennero meno una vivace rivalità e i campanilismi!
Nel 1928, durante il ventennio fascista, il comune di Invorio Superiore venne però soppresso e in qualità di frazione aggregato al comune di Invorio Inferiore; si costituì così un’unica entità amministrativa denominata Comune di Invorio, tout court, mentre restò immutata l’antica divisione parrocchiale infatti Invò e Invuzzóra da secoli sono due distinte parrocchie della diocesi novarese, rispettivamente l’una dedicata ai S.S. Pietro e Paolo, l’altra a San Giacomo; va però precisato che attualmente Invorio annovera ben tre parrocchie essendoci anche quella di san Germano di Talonno.
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Allegati
- approfondimenti[.pdf 603,23 Kb - 20/04/2026]